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E' il procedimento con cui, dopo aver ricevuto l'iniziazione, siamo in grado di trasmettere l'energia di Reiki e conseguentemente guarire noi stessi e gli altri. E' sufficiente appoggiare le mani per qualche minuto sul proprio corpo o sul corpo del partner per avvertire un passaggio di energia sotto forma di calore o vibrazione; con la pratica e l'esperienza queste sensazioni potranno diventare sempre più avvertibili e fornirci preziose indicazioni sullo stato di salute e quindi sul livello di energia dell'organo o della parte del corpo che stiamo trattando. In particolare una sensazione di forte calore alle mani indica che la zona interessata ha molto bisogno di energia, la sensazione di freddo alle mani indica un blocco persistente dell'energia in quel punto, mentre la normale sensazione di calore indica che in quella zona l'energia scorre naturalmente. E' interessante notare che di solito la sensazione di forte calore si manifesta quando la zona interessata è affetta da patologia di tipo acuto mentre il freddo indica che in quel punto il sintomo si è cronicizzato. In questo caso è bene rimanere sulla stessa posizione per tutto il tempo necessario perché la temperatura si normalizzi.
Non è strettamente necessario che il trattamento segua schemi preordinati,
ma vengono comunque tramandate alcune sequenze tradizionali che si sono rivelate
efficaci ed equilibrate. In esse si utilizzano “porte energetiche”
indicate fin dall’antichità dalle medicine dell’oriente e
dell’India, e che hanno mantenuto anche nell’approccio più
analitico e concreto della scienza occidentale il loro razionale.
E’ peraltro frequente trovarsi di fronte a problemi localizzati (cefalee,
sciatiche, dolori articolari, faringiti..): sarà allora importante inserire
nello schema del trattamento scelto posizioni “estemporanee”, appoggiando
semplicemente le mani sulla zona sofferente.
E’ comunque preferibile non limitarsi a queste sole posizioni: qualsiasi
problema, per quanto localizzato, esprime uno squilibrio della totalità
dell’organismo!
E’ il trattamento che ognuno può fare a se stesso. Iniziando dalla testa, senza praticare l’accarezzamento dell’aura, si appoggiano le mani per qualche minuto sui punti corrispondenti ai vari chakra: sommità del capo, fronte, gola, torace, stomaco, pancia e pelvi. Dare energia alle ghiandole del sistema endocrino e ai plessi nervosi attiva un processo di assestamento dell’organismo che si manifesta con un profondo rilassamento. E’ possibile vedere immagini e colori, oltre che avvenimenti della propria vita e vere e proprie visioni simboliche. Intervenendo sui punti della coscienza corporea si agisce sull’equilibrio psico-fisico e sulla consapevolezza. Si rafforza il sistema immunitario e la capacità di affrontare situazioni impegnative.
E’ chiamato così perché si può praticare in situazioni
di shock in cui è richiesta la velocità. Si procede come per l’autotrattamento,
iniziando con una posizione sulle spalle per rilassare il partner. Quindi settimo,
sesto, quinto, quarto, terzo, secondo e primo chakra. In questo modo il soggetto
viene radicato a terra e recupera immediatamente presenza ed equilibrio. L’intero
trattamento può durare anche pochi minuti, a seconda dei casi.
Lo stesso schema viene proposto come trattamento di riequilibratura dei chakra,
con una durata complessiva di 30 – 40 minuti; se si preferisce la posizione
sdraiata, si evita l’apertura sulle spalle.
Detto anche “la fondazione”, deve durare circa un’ora e mezza
e riguarda tutti i principali punti energetici del corpo, i chakra, gli organi
di senso, gli organi interni, le articolazioni, i meridiani. Questo trattamento
induce uno stato di profondo rilassamento, oltre che un forte processo di guarigione.
Nei casi più gravi ed in generale quando è possibile, è
consigliabile il ciclo di quattro trattamenti da effettuare in giorni successivi.
E’ naturale che il processo di guarigione assuma la forma dello sblocco
emozionale o del processo fisico, con l’insorgenza di febbre, nausea,
diarrea, sudorazione, mal di testa: è la normale forma dell’organismo
per espellere le tossine.
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